Sulle tracce dei fiamminghi. Passeggiate tra Bruxelles e Bruges

Grand Place

Sorprende e conquista. Bruxelles è una città enigmatica, un pò diversa da come la si immagina: si pensa di visitare una grande capitale e invece ci si ritrova in un abitato a misura d’uomo, quasi provinciale. Si crede di esplorare una città medievale e invece si ha a che fare con un centro più che moderno. La si immagina coerente dal punto di vista architettonico e invece la si scopre caotica e multiforme. Vi si ritrova tutto e il contrario di tutto.

La Grande Place è il cuore della città, con le sue dorature e la grande varietà decorativa è un piccolo gioiello. “La più bella piazza del mondo” così la definì Victor Hugo. Il momento migliore per visitarla è al calar del sole, quando le dorature dei frontoni a gradoni si stagliano sul crepuscolo. Splendida anche di sera quando l’illuminazione nè esalta le guglie slanciate.

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Spostandosi più a Nord si trova uno dei luoghi tipici della passeggiata Bruxelloise: la galeries Saint-Hubert, immagine del classicismo per bene di metà Ottocento. Negli anni divenne luogo di ritrovo di artisti e letterati, nell’attuale Taverne Du Passage era possibile incontrare scrittori celebri come Baudeleire, Dumas o Verlaine. Appena fuori dalla gallerie, sulla sinistra fermatevi a bere una birra a La Morte Subite un kaberdouch (vecchio caffè) con i suoi interni d’altri tempi, le dorature sbiadite, gli specchi scalfiti, i tavolini di legno stretti. Mentre quell’odore pungente di gueuze pervade l’aria e gli avventori stan lì, seduti sulle panchine di cuoio lungo i mori a fissare il nulla da sopra la schiuma dei bicchieri. Questo posto è un punto di riferimento dell’identità cittadina, il must sono le vere tartine bruxelloises con fromage blanche e ravanelli.

Trappiste, d’abbazia, ambrate, stagionali, lambic, fiamminghe invecchiate, scure…ne potete trovare di tutti i tipi, non faticherete a rendervi conto che il Belgio è la Birra, non a caso sul frontone della Maison des Brasseur che costeggiano la Grand Place sono incise queste parole: “Dai favori del cielo e della terra, per grazia di Sant’Arnoldo e del sapere umano, e nata questa bevanda divina: la birra!”

Il Belgio però non è solo Birra, è infatti anche il paese dell’oro nero. La reputazione del cioccolato belga ormai è consolidata e anche sotto lo stendardo di una multinazionale conserva sempre le sue qualità. Le varietà vanno dal bianco delicato al nero amaro, senza dimenticare le farciture alla nocciola o quelle alla frutta. Il culmine di tutto ciò è la famosa praline che si vende a tutti gli angoli di strada sotto le varie marche: Leonida, Neuhaus, Godiva, Bruyerre. Dove comprarlo? Bruyerre ha un buon rapporto qualità-prezzo va benissimo per i regalini vari. Il mio preferito rimane Godiva, 1€ a pralina! Ma sono attimi di godimento indescrivibili, provare per credere! Se poi siete proprio in vena di follie potete fare una visitina da Wittamer sulla Place du Sablon, per uno dei loro preziosi dolci al piatto con un caffè in terrazza, oppure un piccolo giro di shopping dal chocolatier Marcolini.

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Bruxelles è anche la città del fumetto, se siete appassionati non potete assolutamente perdere la visita al Centre Belge de la Bande Dessinèe (il centro del fumetto), un posto molto affascinante a cominciare dallo stupendo palazzo Art Nouveau progettato da Horta. Ad ogni modo il fumetto non è relegato in un museo: l’intera città è tappezzata di facciate a fumetti che scoprirete nel corso delle passeggiate.

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Gli appassionati di arte (come me :P) passeranno un’intera giornata ai musei dei Mont des Arts nel quartiere del Sablon. Qui potrete perdervi tra le sale del museo di arte antica ammirando le opere dei fiamminghi Flèmalle, Memling, Van der Weiden e la dinastia Bruegel. Merita davvero anche il Musèe Magritte che valorizza e fa luce sull’opera di un artista piuttosto complesso come Magritte genio del pensiero surrealista. Già che ci siete fate una passeggiata nel quartiere del Sablon, tra i suoi vicoli e piccole piazze come quelle dei Petit Sablon, un autentico giardino le cui colonne sono recintate da notevoli statue in bronzo.

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Se vi è venuta fame potete fare una sosta a Le Pain Quotidien, si tratta in realtà di una catena di panifici IMG_2593presenti in tutto il Belgio. L’ambiente è molto gradevole in stile campagna chic con arredi in legno naturale. E’ ideale per gustare delle tartine veloci oppure delle quiche, le torte salate tipiche. Davvero ottime anche le insalate dagli abbinamenti insoliti da gustare gomito a gomito sulla tavolata comune magari facendo quattro chiacchiere con la gente del posto.
Altri posti carini per un pasto veloce ed economico sono: Au Suisse, un’istituzione in fatto di Panini. Perfetto arredamento retrò con stucchi, marmi e sgabelli allineati lungo il bancone all’americana. Popolare e senza tempo. Una bella scoperta anche Exki (che tra l’altro ora è anche in Italia) per una ristorazione rapida e di qualità: grande scelta di insalate fresche, panini saporiti, minestre del giorno e torte salate alle verdure. Non male anche i dolci, il riso al latte con la coulis al lampone è strepitoso. Per essere un fast food l’ambiente è davvero piacevole e rilassante e il cibo è buono e sano (che ogni tanto male non fa!). Impossibile sfuggire anche alle varie Fritorie, le patatine fritte belga sono considerate le migliori al mondo, e forse lo sono: croccanti ma che si sciolgono in bocca! Se volete uno spuntino da veri Bruxelloise passate da Fritland dietro la Borsa!
Per la sera invece concedetevi una cena dell’autentica cucina belga. Di risoranti c’e en sono parecchi e per tutti i portafogli. Uno su tutti mi sent di consigliare Fin de Siècle poco prima della borsa. Il locale ha una grande sala che vanta una bella vetrata art nouveau. Vi si respira un’atmosfera popolare e allegra da Stamcafè (bettola di habituè) dove la birra chiara costa pochissimo. Cucina belga abbondante della nonna, da provare il coniglio alla Kriek (coniglio stufato nella birra) e Chicon au gratin (rotolo di prosciutto ripieno di indivia belga). Dolci poco elaborati ma scelti con grazia, provate la dame blanche!

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Tornando ai quartieri di Bruxelles altre piacevoli passeggiate sono quelle nei quartieri Saint Jaques, un groviglio di viuzze di origine medievale e Saint Gèry antico abitato della città, oggi diventato una zona alla moda soprattutto per uscire la sera. Pare anche sia la zona più gay-friendy della città. Il cafè des Halles con i suoi tavoli all’aperto invade tutto il marciapiede e la birreria chiude a tarda notte.

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Se nel vostro peregrinare vi sembra di sentire un costante odorino di burro e zucchero fragrante significa che è arrivato il momento di gustare la famosa Gaufre. Se è vero che si trovano più o meno ad ogni angolo di strada è anche vero che Dandoy serve le migliori della città nella piccola sala da tè in rue Charles Buls. C’è la versione gaufre de liège pastosa, densa, e dalla superficie caramellata (grazie al famoso zucchero perlato che scioglie a contatto del ghiso della piastra ma non dentro all’impasto). Poi ci sono le gaufres de Bruxelles, più leggere, squadrate. Per capirne il senso andrebbero gustate con del semplice zucchero a velo ma…come si fa a resistere alle mille farciture: panna e chocolate chaud, glacé a la vanillè e coulis au framboise…Oppure potete provare un gelato agli speculos (tipici biscotti belga alla cannella :). La casa Dandoy è famosa anche per i cramiques all’uvetta e il pane alla greca (che però non è greco è…) pare che Baudelaire venisse qui ad acquistare il suo pan speziato (che gustava con una bella bottiglia di Corton).

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Ritagliate una giornate per fare due passi anche nel quartiere dei Marolles, qui si ritrova proprio lo spirito popolare di Bruxelles, una certa sguaiatezza e anche un pizzico di irriverenza. E’ un quartiere pieno di vita, che si visita con occhi orecchi e naso! Bruegel, che visse qui, probabilmente troverebbe ancora materiale per le sue tele! Il quartiere pullula di edifici in stile Art Nouveau ed è parecchio interessante anche per gli appassionati di vintage: tra rue Haute e rue Blaes si susseguono rigatieri affascinanti , da non perdere in mercatino delle pulci di rue Jue de Balle. Chiaramente il giretto è riservato agli appassionati di aspetti insoliti, dettagli e altre “cosette” che fanno sentire davvero una città.

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Se vi trattenete più di un paio di giorni vale davvero la pena fare una gita fuori porta a Bruges. Caduto in letargo per quattro secoli il borgo non ha vissuto l’industrializzazione e i suoi magnifici palazzi sono stati saggiamente restaurati durante l’ondata neogotica ottocentesca. Visitandola avrete lìinpressione di fare un viaggio nell’era dei fasti dei duchi di Borgogna, e scoprirete le sfaccettature romantiche, mistiche e un pò più segrete dell’anima fiamminga.

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Non sono mai stata particolarmente romantica ma il consiglio è quello di andarci in coppia: vi resteranno ricordi indelebili passeggiando lungo il Dijver, persino sotto la pioggia. Le case lungo il canale sono davvero affascinanti…

Per gli appassionati d’arte fiamminga è d’obbligo una tappa al Greoninge Museum, qui sono conservate la gran parte delle opere dei primitivi fiamminghi, uno tra tutti “Giudizio universale” attribuito a Hijeronimus Bosch, che è anche uno dei miei quadri preferiti. Esistono in realtà molte versioni di questo capolavoro, ma anche se si trattasse dell’opera di un allievo bisogna riconoscere che è davvero di buona fattura. Assurda ed eclettica, con profusione di dettagli e simboli, quasi surrealista.

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Continuando la passeggiata sul canale vi imbatterete nella Prinselijk Begijnof ten Wijngaarde (beghinaggio della vigna), se vogliamo il luogo più emblematico della città. Avevo già avuto modo di visitare le beghine ad Amsterdam ma questo luogo sprigiona una poesia indicibile. La si ritrova nel fruscio del fogliame dei suoi alti pioppi, nelle luce impressionista delle chiazze di sole sui prati costellati di giunchiglie e nel fregio bianco e rosso delle casette nascoste dietro i muretti dei giardini.
Prima di fare ritorno attraversate il Minnewater, un’altro luogo di un romanticismo innegabile. L’antico bacino principale è chiuso verso l’interno della casa del guardiano di chiusa. Dall’altra parte una grossa torre difensiva, vestigia delle fortificazioni che circondavano la città, sorveglia l’accesso al canale Bruges-Gand.

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Partite dunque alla volta di Bruxelles…ma non fermetevi lì! Bisogna spingersi oltre, andare dietro le quinte. Il Belgio è tutto da scoprire e merita sicuramente un lungo viaggio. Come si direbbe di una vecchia gueuze, il Belgio ha carattere e il suo sapore resta a lungo in bocca.