Natale è

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Natale, per me, è la renna luminosa appesa sulla finestra della camera da letto. Che all’inizio mi pareva una pecionata, ma mia mamma ci teneva talmente a darmela che non ho potuto dire di no. Adesso ci piace così tanto che la teniamo su fino a Marzo perché fa da abat-joure serale e crea una bella atmosfera. Poi però voleva appiopparci anche l’angioletto e allora abbiamo dovuto insistere per il no.

Natale, per me, e l’aria che profuma di freddo, di neve, che in nessun altro periodo dell’anno profuma uguale. E io la sto ancora aspettando…

Natale, per me, sono mia mamma e zia Gnetta che confabulano da inizio Dicembre per eliminare tutti i benefici di 3 mesi di dieta e palestra (semmai qualcuno l’avesse mai cominciata :O). Le sorelle pianificano con militare precisione il menù della 10 giorni gastronomicamente più intensa dell’anno e noialtri nulla possiamo, fuorché mangiare e andare a caccia di digestivi dopo.

Natale, per me, sono le partite a tombola con i miei parenti e quelle a lupus in tabula con i miei amici. Che poi c’è sempre chi muore, e con i morti non si parla, e poi ci si incazza e, voglio dire, tante amicizie sono entrare in crisi, con i giochi da tavolo no?

Natale, per me, è chiacchierare con le mie cugine e poi ridere così tanto da avere le lacrime agli occhi.

Natale, per me, sono i maglioncini rossi sporchi di zucchero a velo.

Natale, per me, è spararsi tutta la carrellata dei film natalizi a partire da Edward Mani di Forbice, senza scordare Una Poltrona per Due, The Family Man e Mamma ho Perso l’Aereo (di cui sono quasi certa so le battute a memoria).

Natale, per me, è mangiare di notte gli struffoli a casa di zia Gnetta insieme ad Angela e Linda.

Natale, per me, è il vento freddo che soffia tornando a casa la sera del 24, prima di infilarsi il pigiama e dormire fino ad un orario imprecisato intorno alle 13.00. Che mezz’ora dopo (senza neanche aver digerito la cena della sera prima) ci tocca la pasta al forno!

Natale, per me, è il polipo e patate di mia madre, che quand’ero piccola andavo a spizzicare dal frigo ogni 5 minuti e quando lo portava in tavola era già la metà!

Natale, per me, è mia mamma che canticchia in cucina mentre prepara i dolci. Che, nonostante tutte le beghe che ha, lei fa un sacco di cose. Tutte quelle che può. Sempre. E quando fa i dolci lei è felice, come lo sono io.

Natale, per me, è passare il 31 dicembre in qualche casale sperduto in mezzo ai boschi, sotto la neve, con gli amici di sempre. Che ci vuole una vita a mettere d’accordo tutti e ad organizzare, ma quando sei lì ti ricordi perché ti sei sbattuto tanto e che vale sempre la pena stare insieme.

Natale, per me, è: “Oddio quanto abbiamo mangiato…stasera stecchetto, non si cena…al massimo 3-4 fettine di sopressata, 2 di caciocavallo e 2 fette di panettone…e il Babbo Natale Kinder sull’albero!

E non lo so se a Natale siamo tutti più buoni. Io non credo. Io credo di essere sempre la stessa bambina indisciplinata, ma di dissimularlo meglio.

E siccome poi pare brutto che il proprietario di una pagina pubblica non si diffonda anche lui in artificiosi, quanto immotivatamente idilliaci, auguri di buone feste, ve li faccio anche io:

[tono papal-babbonatalesco, campanellini in sottofondo e tripudio di jingle bells]

Cari tutti voi che avete la pazienza (ma diciamo pure l’inerzia) di leggere le mie ubriache e compiaciute sbrodolature dialettiche, Buon Natale.
E che questo sia per voi un Natale fatto di cose semplici, che poi sono famiglia, buon cibo, riposo e tv (facciamo anche solo cibo e tv va :P)

Mi piacerebbe tanto immaginarvi lì, a comprimervi in un microbustier pailettato sulle note degli Wham, o a sorseggiare un bourbon davanti al caminetto del vostro chalet di montagna, ma sappiamo bene che, raggiunto il picco glicemico, finiremo tutti sul divano con la tuta più marcia del nostro armadio a drogarci della programmazione natalizia di italia 1.

Cari tutti, io non lo so cos’è, il Natale, per voi. Ma, qualunque cosa sia, vi auguro di averne uno. E d’avercelo al meglio.

E allora auguri (in tutti i sensi)!

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