Normandia e Bretagna: da Milano con la micra vagabondando per campeggi.

Erica selvatica raccolta sul promontorio di Cap Frehèl - Bretagna

Erica selvatica raccolta sul promontorio di Cap Frehèl – Bretagna

Mi capita spesso di ripensare alla Normandia, allo splendido viaggio che io e il Magiapanini abbiamo qualche anno fa. Era già tempo che quest’idea mi frullava per la testa: da una parte la Normandia, la terra dello sbarco, del calvados, del sidro e del camembert, dall’altra la Bretagna selvaggia e spazzata dal vento, per non parlare della pasticceria francese! Poi avevo continuato ad accantonare questa idea per mille diversi motivi.

E invece, una sera di inzio Luglio, il Mangiapanini torna a casa da lavoro e se ne esce con questa: “Ho deciso, quest’estate gireremo Normandia e Bretagna con la Micra, vagabondando per campeggi” (si esatto una Nissan Micra modello very small, very old, sì insomma con cui nessuno penserebbe di farsi neanche un Milano-Roma). Lì per lì credo di aver detto qualcosa tipo “èèèèèèèè”. Sta di fatto che il 18 Agosto alle 8.00 del mattino caricavamo la Micra con tenda, sacchi a pelo e ogni altro genere di attrezzo da campeggio (anche il più inutile) per non parlare dei borsoni carichi di vestiti (la metà mai messi) e dello scatolone di vivande e scatolami, non sia mai che morivamo di fame! Dopo neanche 4 o 5 giorni di viaggio abbiamo capito il senso dell’espressione “viaggiare leggeri” sia letteralmente che metaforicamente!

Era il nostro primo vero campeggio, e come primo campeggio la Normandia non è proprio l’ideale è: acqua, vento, e freeeddo! Una notte abbiamo campeggiato in un posto chiamato Les Grandes Ventes: un piccolo villaggio di agricoltori che si trova in mezzo ai boschi della Senna Marittima nella regione della Heute Normandie. Quella notte abbiamo dormito con la calzamaglia termica, le sciarpa arrotolata attorno al collo ed il berretto di pile. La mattina dopo mi sono svegliata all’alba e ho provato una sensazione che non saprei ben spiegare a metà tra perdità e libertà.

Piccolo campeggiatore provetto

Piccolo campeggiatore provetto

La Normandia è uno degli angoli di Francia più suggestivi in assoluto, incantevoli sono le sue cittadine medievali, come Rouen: vecchie case a graticcio, stretti vicoli e altissimi campanili, per non parlare dello spettacolare esempio di architettura gotica della Cattedrale. Oltre ad essere ricchissima di storie e leggende medievali Rouen possiede anche una vivacissima realtà culturale, il quartiere degli artisti e davvero piacevole, soprattutto all’imbrunire quando i vicoli si accendono di luci soffuse.

La cattedrale di Rouen - navata centrale - Heute Normandie

La cattedrale di Rouen – navata centrale – Heute Normandie

Particolare della Cattedrale - Rouen

Particolare della Cattedrale – Rouen

Case a graticcio - Rouen - Heute Normandia

Case a graticcio – Rouen – Heute Normandia

Tra i posti dove ho lasciato un pezzo di cuore c’è senza dubbio Le Trèport piccolo porto di pescatori dove la vasta spiaggia di ciottoli conserva ancora un certo fascino e le alte scogliere che torreggiano a sud-ovest formano uno sfondo straordinario. Inoltre la passeggiata che porta al faro è incredibile, sembra di essere in un film! Estremamente suggestive sono anche le scogliere bianche di Etretàt ovvero la Falaise d’Amont e la Falaise d’Aval, dopo una scarpinata mica da ridere, ci si trova di fronte ad un panorama spettacolare: la scogliera scende fino al mare formando un’elegante arco la Porte D’Aval, che lo scrittore Guy de Maupassant paragono ad un elefante che immerge la sua proboscide in acqua.

Vista dal faro di Le Trèport - Heute Normandie

Vista dal faro di Le Trèport – Heute Normandie

Il Faro, Le Treport - Heute Normandie

Il Faro, Le Treport – Heute Normandie

Sulle Falaise d'Aval - Etretàt - Heute Normandie

Sulle Falaise d’Aval – Etretàt – Heute Normandie

La tradizione culinaria di questa zona della Francia merita sicuramente un approfondimento, infatti qui il cibo è un vero e proprio stile di vita. La cucina tradizionale Normanna, ricca ed elaborata, è dominata da carne e selvaggina, condite con salse a base di burro, formaggio e panna, ma non mancano pietanze di pesce preparate secondo ricette semplici come la cotriade (zuppa di pesce e molluschi) e le moules (le cozze) che vengono servite in umido, saltate, al pomodoro, con panna e tutti gli altri modi possibili e immaginabili! Un’altra specialità famosa in questa regione è il formaggio, se vi piaccioni quelli molli e quasi puzzolenti sarete accontentati! La Normandia però è, soprattutto, il regno dei dolci: crepes, galletas, tarte aux pommes, financiers, amandines…c’è davvero l’imbarazzo della scelta!

UntitledIl mattino siamo ripartiti alla volta del Calvados per visitare le spiagge dello sbarco. Era una giornata caldissima e c’era addirittura chi faceva il bagno! Questa striscia di sabbia è stata il punto di partenza forse della più vasta operazione militare della storia, nome in codice: Operazione Overload, meglio nota come D-Day. All’alba del 6 giugno del 1944 toccò la costa uno sciame di imbarcazioni facenti parte di una flotta di quasi 7000 unità, e decine di migliaia di soldati inglesi canadesi e americani si riversarono sul suolo francese. E’ una meta obbligata soprattutto per gli appassionati di storia.

Tra tutte quelle visitate la spiaggia più suggestiva è senza dubbio Omaha Beach con l’American Military Cemetery: sul prato curatissimo che domina la spiaggia ci sono le tombe di più di 9000 soldati americani ognuna indicata con una croce bianca o dalla stella di David. Noi l’abbiamo visitato verso sera quando la bandiera americana viene abbassata sulle note di Tap, il cielo si faceva cupo e una pioggerella fine cominciava a scendere…Veniteci armati di fazzoletti! Più tardi è scoppiato un temporale terribile, che non è stato poi tanto male visto che ha sgombrato la spiaggia dai turisti e bagnanti, quindi ci siamo concessi una passeggiata lungo la spiaggia visto che c’era bassa marea.

American Military Cemetery - Colleville sur Mer - Calvados - Bassa Normandia

American Military Cemetery – Colleville sur Mer – Calvados – Bassa Normandia

Passeggiata ad Omaha beach - Calvados - Bassa Normandia

Passeggiata ad Omaha beach – Calvados – Bassa Normandia

Una volta visitato il Calvados ci siamo diretti verso la zona della Manche perché non c’è viaggio che possa dirsi completo senza la visita a Mont Saint Michel! Una gran sbatta per salire fino in cima alle guglie e una lunga attesa per vedere la tanto famosa marea…ma né è valsa la pena: a partire dalle 19.00 il mare cominciava a ricoprire tutta la baia, sommergendo tutto il sentiero che avevamo percorso per arrivare fino lì. E’ sorprendente la velocità con cui l’acqua torna a ricoprire la baia durante l’alta marea, visto col binocolo è davvero impressionante! Volevamo anche attraversare la spiaggia della baia per conto nostro, ma è assai poco consigliabile sai com’è…

Le Mont Saint Michel - Manche - Bassa Normandia

Le Mont Saint Michel – Manche – Bassa Normandia

Nei giorni seguenti abbiamo proseguito l’itinerario spostandoci in Bretagna verso la Cotès Bretonnè, visitanto Saint Malò – la citè corsaire e Dinan la più autentica tra le cittadine medievali. Arroccata sul fiume Rance la città è un dedalo di piazze acciottolate, cottage a graticcio e sinuosi bastioni, che digrada in modo disordinato verso il vecchio porto.

Plage De Bon Secours - Saint Malo - Ile et Villaine - Bretagna

Plage De Bon Secours – Saint Malo – Ile et Villaine – Bretagna

Rue Jerzual - Dinan - Cotes d'Armor - Bretagna

Rue Jerzual – Dinan – Cotes d’Armor – Bretagna

Dinan - vista dalla Tour de l'Orloge - Cotes d'Armar - Bretagna

Dinan – vista dalla Tour de l’Orloge – Cotes d’Armar – Bretagna

Volendo aprire una parentesi sulla cucina Bretone…è sicuramente più semplice di quella Normanna e fa ampio uso di prodotti locali, sprattutto le verdure. La portata principale è sempre pesce o frutti di mare, che tra l’altra costano davvero poco, quindi è il caso di approfittarne! Anche qui i dolci la fanno da padroni: Kouign Amann (torta bretone di pasta sfoglia al burro farciture di uvetta e cioccolato), Far Breton (il classico flan bretone con le prugne) per non parlare delle Palets Breton e del Glacè au beurrè salè…c’e n’è davvero per tutti i gusti. Ad ogni modo è il gusto delle cose semplici e genuine a rendere così gratificante un viaggio in questa regione: esplorare i banchi del pesce fresco direttamente dai pescatori al porto, preparare un picnic a base di formaggio, sidro e baguettes fresche croccanti!

Autentiche Palets bretones

Autentiche Palets bretones

Chiusa la parentesti (doverosa e quantomai necessaria!) la zona più affascinante della Bretagna e la Cotès d’Armor che rivolge il suo sguardo al mare, lungo la costa si susseguono affascinanti località portuali. Siccome la tintarella non rientrava proprio tra le nostre priorità abbiamo deciso di andare alla scoperta del paesaggio più selvaggio e incontaminato, percorrendo il sentiero costiero verso nord fino a Pointe Saint-Cast da cui si apre una fantastica vista sull’intera Baye de Fresnaye fino al promontorio di Cap Frèhel. Rivestita di ginestre, erica e fiori selvatici questa penisola è presidiata da uno dei tanti fari disseminati in tutta la Bretagna, il panorama che si apre dall’alto del faro è spettacolare.

Il Faro - promontorio di Cap Frehèl - Cotes d'Armor - Bretagna

Il Faro – promontorio di Cap Frehèl – Cotes d’Armor – Bretagna

Il percorso prosegue poi lungo la Cotè de Granit Rose, caratterizzata da formazioni granitiche che tendono al colo rosa antico. Il sentiero dei Douaniers, uno dei più belli del percorso costiero, si snoda lungo il promontorio di Ponte de Squewel dove gli affollamenti rocciosi dalle sfumature rosee sono stati scopiti dal vento e dal mare nelle forme più strane e suggestive. Particolarmente piacevole è anche il sentiero che percorre la Cote des Ajoncs tra Treguier e Perros –Guirec: le gialle distese di ginestre, i lussureggianti tappeti d’erica e le scogliere di granito erose dal vento. Noi abbiamo preparato il pranzo al sacco e ci siamo incamminati alla scoperta di questo paradiso.

Porticciolo lungo la Cote del Ajoncs - Bretagna

Porticciolo lungo la Cote del Ajoncs – Bretagna

Campeggio di Landrellec - Cotes de Granite Rose - Bretagna

Campeggio di Landrellec – Cotes de Granite Rose – Bretagna

Treguier - Cote de Granit Rose - Bretagna

Treguier – Cote de Granit Rose – Bretagna

Se siete amanti della bicicletta (magari anche esperti ciclisti non guasta) non potete assolutamente perdervi la visita al’Ile de Brèhat, un arcipelago composto da due isolette visitabile solamente a piedi o in bici! Il panorama è disseminato di palme, fichi, eucalipti, mimose e di aghapanto dal colore e dal profumo inebriante! Certo se siete imbranati cronici è un pò una sfacchinata, se poi il vostro compagno di viaggio evitasse di farvi percorrere sentieri inaccessibili alle bici rischiando di farvi tranciare le mani nel filo spinato sarebbe anche meglio! (No, figuratevi mica parlavo di me…)

"Dai andiamo sui percorsi vietati alle bici!" - Ilè de Brehàt

“Dai andiamo sui percorsi vietati alle bici!” – Ilè de Brehàt

Paesaggio sull'Ilè de Brehàt

Paesaggio sull’Ilè de Brehàt

Ultima tappa del nostro viaggio è stata la regione del Finistère. Proteso all’estremità occidentale della Bretagna il Finistère, letteralmente “confini della terra”, è il punto in cui la Francia precipita con fragore nell’Atlantico. E’ sicuramente una delle regioni più affascinanti della Bretagna, un’entusiasmante successione di campi verdeggianti, remote cittadine di pescatori, scogliere sferzate dalle onde e fari solitari. In particolare la Cornouallie, chiamata così in ricordo dei primi celti che salparono dalla Cornovaglia e attraversarono la Manica, trabocca di cultura celtica. In quest zona la lingua e la cultura Bretone originaria sono ancora molto diffuse. Tra le cittàdine più interessanti Quimper spicca sia per l’atmosfera medievale che per la vivace vita culturale, per non parlare delle numerose pasticcerie che si trovano sui vicoli della città vecchia, da Chocolat e Dèpendances abbiamo assaggiato una strepitosa diplomatica aux chocolate blache e fruits rouge, ed è lì che mi sono convinta definitivamente: la pasticceria francese non ha rivali!

Diplomatica aux chocolat blanche e fruit rouge

Diplomatica aux chocolat blanche e fruit rouge

Quando siamo arrivati nel Finistère avevamo alle spalle ben 15 giorni di viaggio ed eravamo parecchio stanchi, e quando non ne puoi davvero più dei colombi che ti cacano sulla tenda (e l’aneddoto è vero…) forse è ora che prendi in considerazione l’idea di cominciare il viaggio verso casa.

Sì conclude quindi la nostra avventura in quest’angolo di Francia, fatto di luoghi intrisi di arte e di storia e un cultura conservata e custodita con orgoglio e passione, da una popolazione tradizionalmente marinara e burbera ma al tempo stesso sincera e accogliente. Un territorio così variegato, dalla natura indomita e incontaminata dove ai villaggi pittoreschi con le case a graticcio e ai i candidi steccati dei giardini fioriti, si mescolano scogliere indomite e promontori spazzati dal vento. Che si esplori vagando per campeggi nascosti tra i boschi, osservando il pescato del giorno in un chiassoso mercato del pesce, assaporando un’ avvolgente torta alle mele in una patisserie cittadina o arrampicandosi sulla cima di qualche scogliera in cerca di tranquillità e ispirazione, queste due perle sull’oceano rimangono nel cuore.

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