Camille fai da te! (Che è meglio…)

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Ammettiamolo, certo che sono buoni e belli i dolci al cioccolato. Certo che li adoro, e che sono da collocare fra i dolci migliori sulla terra. Ogni tanto, però, far colazione con qualche cosina di più leggero non fa poi male.

Ma, ahimè, oggi siamo bombardati da spot pubblicitari che non smettono mai di ricordarci quant’è bello fare colazione con 4 fette di pane e nutella… come se non bastasse adesso sul barattolone c’è anche scritto in rosso il tuo nome, in modo da illuderti ulteriormente che una bella dose tutte le mattine non ti porterà al coma glicemico. Io proprio non capisco come certi creativi pretendano di essere credibili: chi può permettersi di mangiare 4 fette di pane e nutella è già di per sé una detestabile minoranza (e per punizione finirà sul water entro breve), una minoranza invisa dalla maggioranza che ste 4 fette di pane e nutella se le dovrebbe mangiare di nascosto e in silenzio, emarginata e ghettizzata.

Ma ancor meno comprendo il creativo che, per vendere nutella e simili, si inventa casine di marzapane nel centro di Milano, balconi saturi di fiori transgenici, sex symbol anni ’80 che impastano brioches (stendiamo un velo pietoso), gente che apre le persiane e sorride alla vita, gente che si ferma alle rotonde per dare la precedenza al pedone, invece di arrotarlo spietato, cioccolate volanti che entrano dalle finestre, autisti dei mezzi pubblici che ti salutano cortesi e bambini che vanno a scuola ridendo.

Ma soprattutto non riesco a farmi una ragione di come, pensando soddisfatto al jingle “buongiornoallattealcaffè”, quello stesso creativo non riesca proprio a immaginarsi la risposta che, azzannando vorace una galletta stitica, potrebbe dargli un qualunque cristiano un frenetico Lunedì mattina:

– Buongiornunca**o –

Spot assurdi a parte era da un po’ che mi frullava in testa l’idea di fare in casa un qualche cosa di vagamente simile a delle merendine che mangiavamo da bambini negli anni ’80: le camille del mulino bianco. Ora, non che il mio ideale di cibo sia quello industriale, ma quelle tortine lì io le ho sempre adorate. Sì, lo confesso, mi piacciono oltremodo le robine da colazione comfort, e le merendine un po’ infantili e coccolose 🙂 Così, con la scusa di rendere un po’ più dolce questo Lunedì, senza strafogarsi di dolci e merendine da coma glicemico, ho provato a pasticciare un po’ con gli ingredienti. Insomma la versione finale sarebbe questa qui, ancora non ho ben capito se ho fatto una porcata o un’ opera decisamente salutistica, ma francamente, per essere un dolcetto leggero è pure buono! :-P)

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Camille fai da te

Ingredienti:

– 125g di carote
– 40g di olio di riso
– mezza arancia spremuta
– un pò di arancia grattugiata
– 2 uova piccole
– 200g di zucchero a velo
– 50g di farina di mandorle
– 100g di farina 00
– mezza bustina di lievito per dolci

Preparazione:

Pelate le carote e grattugiatele. Trasferitele in un mixer assieme all’olio e al succo di arancia e tritate tutto fino a ridurre, quasi, a crema. In una terrina sbattete le uova con lo zucchero, aggiungete la farina di mandorle e profumate con l’arancia grattugiata. A questo punto unite il composto di carote e amalgamate al resto. Aggiungete infine la farina setacciata con il lievito e mescolate ancora fino a quando è tutto omogeneo. Con questo composto riempite degli stampini di silicone a semisfera. Versate giusto un paio di cucchiaiate altrimenti crescono troppo al centro. Infornate a 180° per circa 20 minuti. Lasciate indiepidire e sformate.

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