Quello che odio e amo del Natale

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E’ Natale a natale si può andare affancùùù…

8 Dicembre, questa è la fatidica data di inizio dei preparativi per il Natale, e del tormentone degli spot natalizi con annesse canzoncine irritanti (che è quasi impossibile non storpiare con irriverenti giochini di parole). L’ 8 Dicembre tutti cominciamo a sentire quello strano tintinnio nelle orecchie: tiriamo fuori l’albero, le lucine e tutte le decorazioni (più o meno) pacchiane di questo mondo, perché il Natale sta arrivando…

Come avrete capito, io è già dai primi di Dicembre che sono nella mia “grinch mode-on”. Non fraintendetemi, io non odio il Natale, è solo che non lo capisco, cioè non capisco quel Natale lì…quello dello shopping sfrenato per quattro settimane di seguito, alla ricerca di regali fatti più per dovere che per desiderio. Che quest’anno era metà ottobre ed erano tutti belli convinti che la crisi fosse la scusa perfetta per non fare regali: “quest’anno giusto quei due irrinunciabili e al massimo entro novembre, dopo attenta meditazione ed accurata personalizzazione” Poi alla fine, si sa come va a finire: tutti al 23 Dicembre a vagare distrutti per negozi…

E’ l’8 Dicembre e niente è cambiato: alla tv stuoli di bambine ariane, inframezzate da qualche bimbo di colore, che cantano “a Natale si può amare di più” e all’Esselunga guerriglie tra carrelli cingolati; alla radio “feed the world” e all’Ipercoop eserciti di casalinghe pronte a menare le mani per il panettone senza canditi. E a te le casalinghe a Dicembre t’hanno sempre fatto paura!

E qui vorrei aprire una doverosa riflessione, principalmente rivolta ai dirigenti dell’industria dolciaria: tiratemi fuori un italiano, dico uno, a cui piacciano i canditi. Non uno che li mangi, che ormai ci sono e a toglierli tutti ci si rompe le scatole! Misteri del marketing…

E’ l’8 Dicembre e già sappiamo “quanto spenderanno gli italiani per Natale”: gli italiani, che quei 4 kg di astice li hanno già ordinati, eppure spenderanno sempre di meno, poveri italiani. E’ l’8 Dicembre e già se ne escono con i servizi dedicati a “depurarsi dopo gli stravizi delle feste”: ma non s’era detto che quest’anno gli italiani non spendevano per gli stravizi?

E’ l’8 Dicembre e Barbara D’Urso c’ha già il tubino rosso e i glitter nei capelli. E’ l’8 Dicembre e a breve ne avrò già le scatole piene. Sarà che in ufficio si è scatenato il delirio e chi lo sa come ci arrivo a Natale… Sarà che a breve avremo la bacheca invasa da quelle improbabili cartoline di auguri natalizi, di fronte a cui ti dibatti per ore tra il desiderio di nasconderle e il timore di mortificare chi ha avuto l’affettuoso pensiero di taggarti (e il più delle volte il tuo nome campeggia proprio vicino ad un povero gattino infiocchettato).

Ma daiiii! Per forza poi la gente si esaspera, la tensione di questo nauseante conto alla rovescia, al termine del quale dovrebbe scaturire la spensieratezza, in realtà tritura i nervi. E’ così a Natale, con l’assurdo pretesto che tutti si vogliano più bene del solito, tutti sono sull’orlo di una crisi di nervi. Se volete che tutti siano più buoni…friggeteli!

Forse, se la gente non facesse tante storie con il Natale…ecco, potrei anche amarlo. Io il Natale di quando ero bambina lo ricordo diverso: una festa semplice, modesta, con l’albero e i regali e con le cene, ma fatto di piccole cose, di famiglia e di condivisione. Questo è il natale che mi piace, quello in cui l’aria si riempie lentamente dell’odore del freddo dell’inverno, il respiro che crea le nuvolette, l’aria di neve…I baci all’improvviso, senza bisogno del vischio. Il tempo per stare in compagnia dei propri cari, per ubriacarsi di sorrisi. Addormentarsi sul divano alle 5 del pomeriggio guardando un cartone di Walt Disney di quelli vecchi e lasciarsi coccolare dal profumo delle spezie: cannella, garofano e scorze agrumate che dense e piene arrivano a scaldare le sere d’inverno. E quel fervore pacato con cui ci si prepara a quella notte. Quella serenità nell’impastare la frolla per i biscotti…

E lo so che è assordante e chiassoso, pacchiano e invadente. Irruente per deformazione. Esasperato e caotico. Vizioso, a cominciare dalla gola e che porta con se più di quanto dovrebbe. Che destabilizza gli equilibri. E so anche che per me non è facile amarlo ma, se provo a guardarlo bene, se chiudo gli occhi e mi lascio andare, potrei anche dargli l’opportunità di sorpendermi…

Augurate tempo e calore alle persone che amate! E provate a non avere paura, perché il Natale, un po’ come l’amore, richiede coraggio.

E va bene, sì ci sono anche i regali, ma quelli sentiti, meditati. Quelli che camminando per strada ti fanno pensare ad una persona. O quelli golosi, fatti con le proprie manine, prendendosi tempo. Che poi sono quelli che io preferisco! E poi natale è periodo di allentare la presa, di riposo, di momenti per vivere la propria casa. E a me fa venire un sacco voglia di fare biscotti. Questi sono Speculoos, dei biscotti speziati alla cannella tipici del Belgio e dei Paesi Bassi preparati tradizionalmente per la ricorrenza di San Nicola. Ecco, si da il caso che siano anche i miei biscotti preferiti e non solo quando arriva Natale!

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Speculoos di Natale

Ingredienti:

225g di farina
200g di zucchero di canna scuro  (io ho usato dello zuchero di canna soft brown) 400g
110g di burro
2 cucchiai di cannella
35g di latte
8g di bicarbonato

Preparazione:

In un ciotola capiente versare a cerchio la farina, lo zucchero, la cannella e il bicarbonato. Aggiungere, in mezzo, il burro morbido e il latte, mescolare e impastare velocemente fino a ottenere un impasto omogeneo che non sia colloso. Tenere al fresco per circa un’ora. Poi, su un ripiano spolverato con della farina, stendere un po’ alla volta l’impasto con il matterello a 3-4mm. Ritagliare i biscotti con i cutter delle forme preferite e disporli su una teglia rivestita di carta da forno, lasciando un pochino di spazio fra i biscotti che si allargheranno un po’. Cuocere a 150° per circa 10 minuti finché i biscotti non diventato scuri. Lasciar raffreddare su una griglia e conservare in una scatola di latta.

Se anche voi volete cimentarvi con la glassa vi serviranno albumi, zucchero a velo e una sac à poche. Io sono andata un po’ ad occhio con le dosi ma se volete una glassa bella lucida che asciuga in 10 minuti,  usate 250g di zucchero a velo per ogni albume. Ricetta di Elena (che è una pasticcera vera e non una pasticciona come me :P)

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