Torta di mele vegana per la sindrome da Lunedì

torta di mele

A volte mi chiedo perché tutti odiano tanto il Lunedì. Certo quando suona la sveglia e arriva il brusco ritorno alla routine la voglia di raggomitolarsi e continuare a dormire è tanta. Le 2 ore in più di sonno della Domenica valgono come un jet lag che ci lascia intontiti e di pessimo umore, manco avessimo appena affrontato un volo transcontinentale.

Poi dopo due giorni di relax, famiglia e amici si torna a lavoro e bastano anche solo le facce grigie sulle metro a farti passare la voglia. Se poi il vostro ufficio è pieno di musi lunghi lasciamo proprio perdere… ci vuole poco a soffrire di mancanza di socializzazione. Probabilmente questo passaggio influisce sul giudizio di questa giornata, anche se martedì, mercoledì e giovedì dovessero fare ugualmente schifo il Lunedì sarebbe peggio comunque.

Conosco persone che dalla Domenica pomeriggio vengono investite da un’ondata di malessere e che al Lunedì mattina piombano nello sconforto totale. Da qui la pioggia di #hatemonday sui social. Nel mio ultimo impiego in ufficio spesso mi sono sentita un po’ sottosopra di Lunedì ma da qui ad odiarlo… Mi chiedo se con questa sindrome da Lunedì non si cerchi più che altro di giustificare una mancanza di soddisfazione per il proprio lavoro: siete sicuri di odiare il Lunedì? Non è che invece odiate il vostro lavoro? Non è che magari siete poco soddisfatti della vostra vita in generale e continuate a rimandare i cambiamenti necessari?

Ora diciamoci la verità: di cosa ci si dovrebbe lagnare il primo giorno della settimana, di aver passato un bel week-end? Di essere tornati al lavoro? Ormai c’è un sacco di gente che lavora anche il Sabato e la Domenica, il mondo del lavoro fuori dagli uffici è spesso ignorato! La verità è che ogni piccola cosa che va storta ci mette di cattivo umore. Ogni sottile cambiamento ci crea dei problemi. In realtà è il fatto stesso che le persone cerchino di non cambiare ad essere innaturale. Il modo in cui programmiamo le cose invece di lasciarle essere ciò che sono, il modo in cui ci aggrappiamo ai vecchi ricordi invece di farcene dei nuovi, il modo in cui insistiamo nel credere che nella vita tutto sia per sempre. Il cambiamento è costante. Come viverlo, questo dipende da noi. Possiamo sentirlo come una sconfitta o possiamo sentirlo come una seconda occasione e scoprire una valanga di possibilità

Io credo che quello che rende il Lunedì così difficile sia il fatto che per molti tutto ricomincia, nello stesso modo, e ritorna lo stress del tutto già organizzato che se non fai attenzione quasi corri il rischio di dimenticarlo il tempo. Perché forse quello che conta è solo quello, nulla di più. Perché le cose belle non hanno bisogno di altro. Il tempo per fermarsi, che non sia per forza imposto da un calendario. Il tempo di fare ciò che veramente ci va di fare in quel momento. ll desiderio che mi assale di sporcarmi le mani, perché trovo che affondare le dita nella farina sia un gesto che racchiude in sé una certa poesia. Di imparare, che non so dirvi con quanto entusiasmo inizio nuovi progetti. Il tempo per essere amati e per amare, sperando che i due tempi coincidano, un po’ più spesso. Per accettare le contraddizioni, nostre e degli altri, e saper vivere quell’imbarazzo che è bellissimo quando ci conduce a sorridere del silenzio.

Il tempo di fare e disfare. Valige ed itinerari per viaggi veri o immaginari. Di pensare. Di partire e di tornare, perché mi piace l’idea di essere una che torna solo per ripartire. Il tempo per scrivere. Il tempo di mettere un paio di scarpe da ginnastica ai piedi e tornare a correre. Il tempo per giocare, e quello per ricordare, senza dovermi appuntare le cose sui post-it. E anche se alle nove di mattina siete già in ritardo sulla tabella di marcia, la colazione fatela con calma, che merita.

Perciò, se l’unica calamità che oggi si è abbattuta su di voi è un po’ di pioggia improvvisa, la scoperta di una nuova ruga o giù di lì… provate a riderci su. Concentratevi su questo dolce e lasciatevi andare. Tipo che ogni tanto si può anche sognare, o almeno provarci, che si impara anche quello, a sognare e presi a compilare file excel quella lezione ce la siamo persa. Tipo che i problemi sono due o tre e il resto è un passatempo quotidiano. Tipo che è ancora Lunedì e si ricomincia. E anche se non è vero che andrà sempre tutto bene, resta il fascino che qualcosa di inaspettato potrebbe sorprenderci un giorno o l’altro.

E se ogni tanto riuscite a vedere il bicchiere mezzo pieno, se siete capaci di distinguere la peste da un banale mal di testa e di non farvi spaventare dai cambiamenti, questa ricetta è dedicata a voi: una semplice torta di mele, leggera, morbida, fragrante e profumatissima.

Questa torta di mele è un esempio di come anche un dolce così profondamente radicato nella tradizione possa riuscire benissimo anche senza l’utilizzo di uova e latticini. Si tratta infatti di una torta senza burro, uova e latte vaccino ma ricchissima di mele sia nell’impasto che sulla superficie e dolcificata con malto di riso. Per una colazione che renderà più dolci i vostri Lunedì e qualunque altro giorno della settimana.

torta di mele_Ingredienti

– 240 g farina semi integrale
– 1 bustina di lievito cremor tartaro
– 60 ml olio di semi di girasole
– 100 ml spremuta d’arancia
– 140 ml latte di soia
– 150g di malto di rso
– ½ cucchiaino di cannella
– 1 pizzico di sale
– 2 mele golden

Preparazione

In una ciotola riunite tutti gli ingredienti secchi: le farina, lo zucchero, il lievito, la cannella e il sale. In una seconda ciotola riunite gli ingredienti liquidi: l’olio di semi di girasole, il latte di soia e la spremuta d’arancia. Lavate le mele e dividetele in quarti, eliminate il torsolo e tagliatele a fettine sottili. Unite gli ingredienti liquidi a quelli secchi e mescolate bene. Aggiungete due terzi delle mele all’impasto e amalgamate bene il tutto, cercando di ricoprire ogni fetta con l’impasto. Foderate una tortiera (22-24cm di diametro) con carta forno e versate l’impasto della torta. A questo punto decorate la torta disponendo a raggiera le mele rimaste.Infornate a 180°C per 45 minuti, o fino a che la torta sarà cotta e la superficie dorata. Sfornate e lasciate raffreddare la torta prima di servirla. Se volete potete aggiungere poco zucchero a velo.

torta di mele 3

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